RAM - Rivista Bimestrale su benessere psicofisico e natura



PAROLE, PAROLE, PAROLE
Alla fonte della parola la sorgente del significato: Comunicare


Per poter analizzare correttamente il concetto che sta dietro al termine “comunicare”, occorre partire da ciò che ne è alla base, che ne costituisce l’ossatura, ossia il linguaggio e quindi le parole stesse.
Anticamente la parola aveva il compito di conoscere il mondo; dare nome a qualcosa, nominare era un modo di “rendere domestico” un territorio sconosciuto e in parte ostile, quindi pauroso, che è il mondo in cui ci siamo trovati ad abitare. Questo potere della parola, che per molti popoli era un vero e proprio potere magico, si ripete oggi nei bambini: prendere parte al linguaggio infatti, è uno dei modi fondamentali con cui il bambino partecipa della realtà e della comunità umana.
La parola è anche da sempre uno dei modi con cui l’uomo cerca di comunicare il e col divino: le litanie, le preghiere, i cori con cui i fedeli di moltissime religioni inneggiano al proprio Dio sono uno dei modi più intimi per fare l’esperienza del Sacro.
Il linguaggio, la parola, sono insomma da sempre una chiave fondamentale non solo di interpretazione del mondo in tutte le sue manifestazioni, ma sono anche ciò che rende l’uomo quello che è.
Per uno dei massimi pensatori della filosofia occidentale, Martin Heidegger, il linguaggio è “la casa dell’essere”, il luogo che custodisce le più abissali profondità umane.
Purtroppo, soprattutto in Occidente, oggi la parola è stata spodestata in parte dall’immagine, provocando una sorta di smottamento all’interno della società e della cultura. Le parole sono diventate semplici mezzi, qualcosa da usare per raggiungere un fine...




ETNIE E CULTURE
Comunicazione
attraverso il tempo


Parlare di comunicazione riferendosi alla moltitudine di differenti etnie presenti nel mondo, diversi ceppi culturali, passati a volte diametralmente opposti da un capo all’altro della terra, si può fare considerando in essere, a causa delle differenze, ed altre, suddette, una molteplicità di svariate forme comunicative. Non solo, tale differenzazione a volte si presenta all’interno del medesimo ceppo culturale, aumentando notevolmente la varietà delle espressioni. Esiste quella che può essere definita un’equazione che meglio identifica l’entità di tale insieme di forme, che più o meno fa corrispondere un più alto livello di conoscenza con un maggior numero di forme di espressione. Crediamo di poter affermare non si tratti di un rapporto assoluto, ci limitiamo a definirlo come una visione della cosa molto legata al progresso. In una società come quella occidentale, strutturata e fondata oramai sulla “rapidità”, la comunicazione in genere ovviamente non può che essere figlia di tale condizione. Ecco allora che, qualunque sia la tipologia di comunicazione che si adotti, deve comunque rispondere innanzitutto a precisi requisiti, definiamoli così, di concretezza e velocità. Può accadere, ed è ciò che sta succedendo oggi nella società occidentale, che vi sia una sovrapposizione di forme di comunicazione a tal punto che il limite della molteplicità sfoghi nel disordine più totale e si arrivi alla perdita del controllo. Il bombardamento comunicativo imposto nelle grosse comunità, come già accennato, cresce esponenzialmente all’accrescere del progresso della comunità stessa ed, in molti casi, crea una dispersione di comunicazioni in relazione alle reali capacità cognitive dell’uomo. D’altro canto, non è possibile che egli, nella molteplicità di suddette forme, non...